I dati su Amianto

I dati su Amianto

Attualmente, tra 4,1 e 7,3 milioni di lavoratori nell’Unione Europea sono esposti all’amianto e si stima che l’amianto sia responsabile di oltre 90.000 decessi ogni anno. L’amianto è classificato come cancerogeno di categoria 1A, il che significa che è riconosciuto come causa certa di cancro nell’uomo.

L’inalazione di fibre di amianto può causare malattie polmonari croniche come il cancro ai polmoni, il mesotelioma (cancro della pleura e del peritoneo) e l’asbestosi (grave condizione cicatriziale del polmone che causa una progressiva difficoltà respiratoria). Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa la metà di tutti i decessi per cancro professionale sono causati dall’Amianto.

Dove si verificano i rischi

Il rischio può verificarsi durante le attività di ristrutturazione o demolizione di edifici, impianti tecnologici o navi, nonché durante le operazioni di bonifica successive a tali attività. Il principale settore in cui si verificano esposizioni è quello delle costruzioni. I lavoratori esposti possono essere addetti a demolizioni, ristrutturazioni edilizie, posa o rimozione di pavimentazioni, lavori di copertura e manutenzione, oppure operare come manutentori. Altre categorie professionali a rischio comprendono i lavoratori dei cantieri navali, i vigili del fuoco, gli addetti alle centrali energetiche e i lavoratori del settore dei rifiuti.

Maggiori informazioni sulla sostanza

L’amianto è stato ampiamente utilizzato negli edifici e nei materiali da costruzione, nei macchinari, nei veicoli e nei prodotti di consumo. Il termine amianto indica un gruppo di minerali naturali (silicati) caratterizzati da una struttura cristallina e da una morfologia fibrosa. Le singole fibre di amianto non sono visibili a occhio nudo né percepibili tramite l’olfatto. Le fibre vengono rilasciate nell’aria durante attività che contemplano l’uso di materiali contenenti amianto.

Le fibre possono quindi essere inalate inconsapevolmente e depositarsi nei polmoni oppure raggiungere l’apparato digerente. Nel 2005 l’Unione Europea ha vietato l’utilizzo dell’amianto, nonché l’estrazione, la produzione e la lavorazione di prodotti contenenti amianto.

È attualmente in vigore un valore limite vincolante di esposizione professionale dell’Unione europea pari a 0,1fibre/cm³ (TWA).

Pericoli che possono verificarsi

Nel corso di molti anni, le fibre di amianto inalate possono provocare processi infiammatori cronici che possono evolvere in forme tumorali, in particolare carcinoma polmonare e mesotelioma. I sintomi iniziali delle patologie tumorali correlate all’amianto possono includere dispnea (difficoltà respiratoria), tosse, dolore toracico, disturbi digestivi e nausea.

Il periodo di latenza tra l’esposizione e il cancro correlato all’amianto varia da 15 a 50 anni in funzione del tipo di amianto, del livello di esposizione, del tipo di tumore e dei fattori legati allo stile di vita.

Cosa si può fare

Verificare la presenza di materiali contenenti amianto, valutare se le attività previste possano determinare il rilascio di fibre aerodisperse e attenersi rigorosamente alla normativa vigente. Informare i lavoratori sui rischi e sulle misure di prevenzione e protezione. Qualora vi siano dubbi sulla presenza di amianto in un edificio, l’esecuzione di analisi sui materiali consentirà di confermarne o escluderne la presenza.

I materiali contenenti amianto dovrebbero essere rimossi adottando, per quanto possibile, tecniche che ne limitino il danneggiamento e il rilascio di fibre. Qualora tali materiali debbano essere danneggiati, ad esempio durante interventi di ristrutturazione edilizia, occorre garantire che personale adeguatamente formato utilizzi attrezzature idonee e corrette procedure di lavoro, al fine di minimizzare l’esposizione e massimizzare l’efficacia delle misure di controllo messe in atto. Assicurarsi che siano utilizzati dispositivi di protezione individuale adeguati, quali facciali filtranti e indumenti protettivi. Le persone con una pregressa esposizione all’amianto dovrebbero sottoporsi a controlli sanitari periodici ed essere informate sui possibili sintomi delle patologie correlate all’amianto, comprese quelle neoplastiche.

Valori limite

UE
0,01 fibre/cm³ (8 ore- TWA) A partire da dicembre 2029, il valore limite sarà pari a 0,01 fibre/cm³ (8 ore- TWA) se misurato mediante microscopia a contrasto di fase (PCM) oppure a 0,002 fibre/cm³ (8 ore- TWA) se misurato mediante microscopia elettronica (EM).

Austria

0,1F/cm³
Belgio
0,1F/cm³
Bulgaria
Direttiva UE
Croazia
Direttiva UE
Repubblica Ceca
Direttiva UE
Cipro
Direttiva UE
Danimarca
0,003F/cm³
Estonia
0,1 kiudu/cm³ (TWA)
Finlandia
0,1F/cm³
Francia
0,01F/cm³
Germania
0,01F/cm³
Grecia
Direttiva UE
Ungheria
0,1F/cm³
Islanda
0,1F/cm³
Irlanda
0,1F/cm³
Italia
0,1F/cm³
Lettonia
0,1F/cm³
Lituania
0,1 pl/cm3
Lussemburgo
Direttiva UE
Malta
Direttiva UE
Paesi Bassi
0,01F/cm³
Macedonia del Nord
0,1 F/cm³
Norvegia
0,1F/cm³
Polonia
0,1F/cm³
Portogallo
Direttiva UE
Romania
Direttiva UE
Serbia
Direttiva UE
Slovacchia
Direttiva UE
Slovenia
Direttiva UE
Spagna
0,1F/cm³
Svezia
0,1F/cm³
Turchia
Direttiva UE

Riferimenti: cancer.gov, EFSA, IARC, CE, NIOSH, OSHA, CAREX

Possibili misure

Loading
July 27, 2026
Occupazioni coinvolte
Database GESTIS

Il pool di dati può essere utilizzato ai fini della salute e della sicurezza sul lavoro o per ottenere informazioni sui pericoli posti dalle sostanze chimiche.

Dati generali

Dati sugli agenti cancerogeni:

  • I costi diretti dell’esposizione a cancerogeni sul lavoro in Europa sono stimati in 2,4 miliardi di euro all’anno.
  • Ogni anno, circa 120.000 persone si ammalano di cancro a causa dell’esposizione ad agenti cancerogeni sul posto di lavoro.
  • Ogni anno più di 100.000 persone muoiono a causa di tumori correlati al lavoro.

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